L’Articolo 2222 del Codice civile definisce il lavoratore autonomo occasionale, colui che compie un’opera o un servizio con lavoro proprio, senza subordinazione o coordinamento.
Per quanto concerne l’aspetto contributivo, il Decreto legislativo N. 276 del 10/09/2003, noto anche come “Legge Biagi”.
Le collaborazioni occasionali sono attività che:  

- Coinvolgono il lavoratore per una durata che complessivamente non supera i 30 giorni nel

corso dell’anno solare con un medesimo committente;

- Non prevedono, nel medesimo arco di tempo, compensi superiori a Euro 5 mila.

Pertanto se il vostro reddito annuale, dovuti ai guadagni occasionali, non supera la soglia di € 5.000 non è necessario disporre di una partita Iva.
Il lavoratore autonomo occasionale può redigere un contratto a progetto o può rilasciare, su richiesta, regola ritenuta d’acconto.
Nel caso in cui venga superata la soglia dei € 5.000-anno, sarà obbligato a registrare la propria impresa, anche in regime minimo (soglia dei € 30.000/- anno).
Ricordiamo infine che l’apertura di una Partita Iva è gratuita ed è facile da ottenere, compilando gli opportuni moduli presenti nelle Agenzie delle Entrate della vostra città. Tale apertura, però comporta degli obblighi, anche in regime minimo, come la conservazione e soprattutto la presentazione delle fatture annuali (con una percentuale minima da versare) e soprattutto l’obbligo di versare i contributi previdenziali all’inps.

Alcuni esempi di prestazioni occasionali, sul web:

·         Articolista

·         Webmaster/Webdesigner

·         Traduttore

·         Assistenza/Installatore

Altri esempi di prestazioni occasionali, nella realtà:

·         Lezioni private

·         Volantinaggio

·         Trasporto pizze/Corriere

·         Call center

·         Tecnico informatico

Perché affidarsi al “Ragazzino smanettone”?
Il “Ragazzino smanettone”, in gergo dispregiativo, indica l’informatico che presta lavoro occasionale è che secondo una schiera di professionisti, viene ritenuto nocivo alla società.
Ma allora perché affidarsi?
L’informatico occasionale, può rilasciare ritenuta d’acconto; i compensi sono dovuti attraverso Servizio sicuro e garantito dal leader mondiale Paypal; Le e-mail vengono inviate attraverso il sistema PEC, posta elettronica certificata, la quale rispetto all’e-mail semplice ha valore legale; L’informatico da assistenza via msn gratuita; Ma soprattutto l’informatico vi fornisce un servizio economico e veloce!

Resettare Ipod Nano

6 luglio 2009

ipod-nanoSe il vostro ipod nano si è bloccato, questo è il modo per resettarlo, senza il rischio di danneggiarlo o perdere dati.
1- Attivate dissattivate hold
2- Tenete premuti contemporaneamente il pulsante centrale e il pulsante play/pausa.
o in alternativa.
3- Tente premuti contemporaneamente il pulsante centrale e il pulsante menù.
Effettuate queste operazione per alcuni secondi, finchè non compare il logo della Apple (la mela).
A questo punto, potete riaccendere l’ipod con il pulsante play/pausa.
I motivi per cui l’ipod nano si blocca sono molteplici a volte puramente casuali, senza una logica ben precisa. Si può bloccare sia che collegato al computer che non.
Nota: Se l’ipod è collegato al pc, su Windows Vista, e si blocca, questo può causare il bloccaggio del computer! Agire effettuando il punto 3.

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wordpressWordpress è il cms più utilizzato per creare un blog. In questo articolo spiegherò come installarlo su un server virtuale o dedicato. La differenza rispetto ad un server commerciale (gratuito come Altervista o low cost come Tophost) sta nel modificare i permessi di alcune cartelle.
Scarichiamo dal sito ufficiale (http://www.wordpress-it.it/wordpress-in-italiano/  , l’ultima versione, la 2.8 con il pacchetto in italiano.
Estraiamo i file ed inviamoli via ftp al nostro server.
A questo punto, abbiamo due scelte modifichiamo i permessi della cartella che contiene wp, provissoriamente in 777 per poi ripristinarli alla fine al valore originale, oppure apriamo il file wp-config-sample.php ed inseriamo manualmente i valori relativi al database (host, nome, username e password), lo rinominiamo in wp-config.php e poi carichiamo via ftp.
Terminata l’installazione, affinchè possiamo installare i plung in è fondamentale modificare i permessi della cartella in wp-content in 777. Ogni volta che volete installare/rimuovere un plung-in dovrette inserire i dati riferiti al ftp (username e password). L’ultimo passo è creare all’interno di wp-content la cartella upload ed attribuirli i permessi 777.
Il vostro Wordpress è adesso installato e funziona corettamente anche su vps/dedicato.

aruba
Se avete acquistato un dominio con hosting su server Windows con Aruba, è necessario che sappiate che per poter effettuare un caricamento dal pannello amministrativo del vostro cms oppure dare la possibilità agli utenti di caricare file è necessario che modificate alcuni file sorgenti dello script installato, altrimentì non sarà possibile effettuare alcun upload.
Nel vostro spazio web, c’è una cartella di default, denominata “Public” i cui permessi sono settati a 777, questa è l’unica directory che può ospitare gli upload. Pertanto dovrete, dapprima individuare qual è la cartella che lo script usa per salvare gli upload, poi aprite tutti i file e sostituite il percorso con questo: /public/.
Con wordpress è sufficiente, dal pannello amministrativo, cliccare su Impostazioni e su Varie modificare il percorso in: /public/.
All’interno della cartella public, potete caricare altre sottocartele, per ordinare al meglio i vostri file caricati.